11 Dicembre 2017
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Impariamo dalla Natura

Si evidenzia, sulla superficie delle goccioline oleose, l´aggressione da parte di un consorzio di batteri naturali (EcobioSea): Pseudomonas Oleovorans;P. Hydrophobicus; P. Lipoliticus.
Foto al microscopio LEICA (contrasto di fase interferenziale a 1:200 ingr.). Si evidenzia, sulla superficie delle goccioline oleose, l´aggressione da parte di un consorzio di batteri naturali (EcobioSea): Pseudomonas Oleovorans;P. Hydrophobicus; P. Lipoliticus.
Da oltre 35 anni ci preoccupiamo di trovare soluzioni in grado di tutelare il nostro territorio dall'inquinamento, e tra queste l'idea di rubare alla natura il suo segreto si rivelata quella maggiormente efficace ed ecosostenibile: la micro-bio-degradazione ad opera dei microrganismi appartenenti al mondo acquatico marino, gli unici non patogeni per l'uomo in grado di degradare completamente qualsiasi sostanza organica.

Di qui nata poi l'intuizione di applicare questi straordinari microrganismi in sinergia con un processo appositamente studiato ed elaborato con lo scopo di accelerare ulteriormente il processo biologico di degradazione: la BIOCATALISI.

Questa sinergia altamente innovativa ha dato la possibilit di applicare con successo la Biocatalisi in moltiplici ambienti e differenti situazioni, dalle pi semplici quali le fosse biologiche fino alle pi difficili ed urgenti quali i versamenti in mare o sul suolo di idrocarburi.



La scoperta applicativa dell'utilizzo dei batteri marini organolitici ("archeobatteri" non manipolati geneticamente, comprendenti ceppi oleofili, lipofagi, lipolitico-idrofobici, proteolitici, cellulolitici, etc. appartenenti alla famiglia "pseudomonas": i pi veloci nel riprodursi) nei processi di disinquinamento e mineralizzazione della sostanza organica, risale al 1975 quando furono effettuate diverse prove sulla biodegradazione di varie sostanze organiche in mare: idrocarburi in Alaska (oil-spill) disastro ecologico della nave "Exon Valdez" e nel 1979 all'Istituto Guido Donegani di Novara (relazione sperimentale commissionata dalla Soc. Ponte Stretto di Messina, Spa).

Una scoperta successiva dimostr come questi batteri marini sono decisamente pi attivi di quelli che vivono in acqua dolce e, dal momento che tutta la sostanza organica (in condizioni ottimali) biodegradabile, la possibilit di poter disporre di batteri pi veloci nella metabolizzazione, consente di ridurre i tempi necessari alla mineralizzazione delle molecole organiche.

I bio-prodotti del metabolismo di detti batteri non sono altro che degli acidi grassi completamente idrosolubili e per nulla tossici all'ambiente acquatico (trigliceridi, digliceridi e monogliceridi) anzi con azione fertilizzante. Data la notevole quantit e variet di ceppi disponibili nell'ambiente marino, possibile isolare dei veri e propri consorzi di batteri "organolitici" ad hoc in funzione della tipologia del carico inquinante da trattare. La facilit con cui questi batteri marini, riescono a prevalere sulla flora microbica indigena autoctona ed influente consente, entro certi limiti, di guidare i processi biologici verso un maggiore e costante rendimento depurativo in condizioni di trattamenti anche difficili, in termini di quantit di BOD e TOC abbattuti.

Il nostro pool di microrganismi (fino a 5 mld U.F.C./g) selezionati ad hoc risulta, inoltre, in grado di inibire le eventuali sostanze tossiche presenti nel refluo, questo grazie all'azione biochelante di alcuni ceppi: la tossina viene quindi inglobata all'interno della cellula batterica, consentendo cos agli altri ceppi specifici lipolitici di poter degradare la frazione organica.

Il prodotto del tutto innocuo (non esistono in natura batteri marini patogeni per l'uomo) rendendone quindi semplice la manipolazione e l'impiego.

I batteri marini sono, inoltre, forti antagonisti dei batteri filamentosi (garantendo cos una sedimentazione naturale senza la necessit di un sistema di skimmer par la rimozione dei fanghi di flottazione) e di eventuali batteri patogeni, quali escherichia coli, streptococchi, coliformi, consentendo di eliminare la fase di disinfezione finale. Grazie alla obbligata-aerobicit di questi batteri marini non si producono nelle vasche odori molesti, dovuti alla formazione di biomasse anaerobiche.

Nei casi di un costante impiego del prodotto stata riscontrata nei fanghi attivi una biomassa di ottima qualit, in grado di eliminare totalmente lo spurgo dei fanghi di supero, di by-passare la fase di disinfezione anche nei periodi estivi, di non ricorrere agli usuali sistemi di copertura delle vasche per l'emanazione di odori molesti, di non utilizzare sistemi di skimmer, garantendo una ottima affidabilit dei processi biologici.

Inoltre, grazie all'elevata efficienza della degradazione, possibile riutilizzare l'acqua depurata anche all'interno degli stessi processi produttivi.

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